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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Ammettiamolo con franchezza. Nonostante i progressi degli ultimi anni il calcio resta un mondo fondamentalmente maschile. Eppure le ultra tifose, le pasionarie, esistono. E noi abbiamo deciso di dare voce a una donna sfegatata, piena di cuore, Adelina Tirelli. Come dire, una vita per l'Inter.

 

 

 

Questa volta voglio dire la mia. Seguo l'Inter da ragazza. A casa mia mangiavamo pane e Mazzola, Facchetti, Suarez. Dominavano i nerazzurri in Italia, in Europa e anche nel mondo. H.H. era il mago per eccellenza e Angelo Moratti il "presidente". Quanti campioni hanno indossato la nostra maglia. Quanti ricordi belli e brutti, ma ciò appartiene al passato. Veniamo a oggi. Dieci anni di dominio juventino hanno procurato dispiaceri e delusioni. L'addio di Massimo Moratti sembrava essere la resa definitiva allo strapotere bianconero. Ma già lo scorso anno la nuova società, con l'arrivo di Marotta come direttore sportivo, ha fatto intravedere un cambiamento di rotta, completato quest'anno con l'ingaggio di Antonio Conte come allenatore che, nonostante un passato juventino, ha saputo conquistare la fiducia di noi tifosi grazie a una esemplare dimostrazione di serietà e professionalità.

La campagna acquisti ha consolidato questo cambiamento. Pur di rinnovare e ripulire l'aria sono stati mandati via calciatori del calibro di Icardi e Perisic, puntando sul recupero di giocatori ormai dimenticati. E c'è stato l'acquisto di giovani promettenti e di prospettiva. Si è spesa una cifra notevole per Lukaku, espressamente richiesto dall'allenatore. Il cambiamento è stato immediato e i risultati non hanno tardato ad arrivare. Siamo quasi a Natale, al primo posto in classifica, meritatamente davanti alla Juve, ma con qualche problema per i troppi infortuni.

Purtroppo l'eliminazione dalla Champions è stato un passo falso indigesto, ma paradossalmente potrebbe far concentrare la squadra sul vero obiettivo stagionale: lo scudetto. Usciti dalla Champions con sei palle gol sbagliate, di cui due o tre clamorose, due reti annullate e una sola realizzazione, quella di Lukaku, fa male. In compenso abbiamo ammirato una squadra che ha tirato fuori l'orgoglio, sputato l'anima, cose che non si vedevano più con la gestione di allenatori surclassati, probabilmente, da un ambiente difficile, quasi impossibile, ma enormemente importante. Quest'anno siamo orgogliosi di questa squadra, di questa società, di questo allenatore. Il numero degli spettatori presenti sugli spalti di San Siro è la conferma di ciò che dico. Così crescono morale e  autostima. Un buon auspicio per far ritornare il sorriso sul volto dei tifosi.