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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

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Un'idea di Carlo Meoli

Non è solo un modo di dire: mai così tante sorprese in una presentazione della guida Michelin. In primo luogo le tre stelle, più quella verde, a Norbert NIederkofler con il nuovissimo Atelier Moessmer a Brunico. C’era grande attesa per lui e il suo affiatato giovane team perché con la chiusura del suo precedente ristorante, St. Hubertus a San Cassiano – per una scelta della vecchia propietà – aveva di fatto perso le tre stelle conquistate circa dieci anni fa con una cucina di montagna molto coraggiosa.  

Poi l’arrivo delle tre stelle al Sud, in quella Nerano, Napoli, della famiglia dei Quattro Passi, una storia di 40 anni di eccellenza e una cucina giovane che si esprime nelle mani di  Fabrizio Mellino. La Rossa, che al Teatro Grande di Brescia festeggia i 125 anni dell’omino Michelin e svela l’edizione italiana numero 69, è per la prima volta davvero prodiga anche di seconde stelle. A dire il vero i pronostici nell’aria c’erano e le attese non sono state deluse.Diventano “bistellati” - il termine è brutto, si sa, ma rende l’idea – Andrea Aprea con l’insegna che porta il suo nome a Milano (solo l’anno scorso a pochi mesi dall’apertura era arivata la prima), Il George Restaurant di Domenico Candela a Napoli e Piazzetta Milù di Castellammare di Stabia che riceve la seconda stella oltre che il premio Young Chef per Maicol Izzo che ne guida la cucina. Ma a sorprendere sono La Rei Natura di Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba e il ristorante Verso dei fratelli Mario e Remo Capitaneo a Milano, che ne conquistano direttamente due a partire da zero, visto che si tratta di locali aperti di recente. 

L’edizione ha riservato piacevoli sorprese anche nel numero – non altissimo, ma certo più degli scorsi anni – dei premi a locali guidati da donne: sono tre le nuove stelle al femminile: Ada di Ada Stefani a Perugia, Casa Mazzucchelli di Aurora Mazzucchelli a Sasso Marconi (per lei la soddisfazione di riacciuffare la stella prima persa) e Wood di Amanda Eriksson a Breuil Cervinia (Ao). E poi c’è la stella verde a Oasis Sapori Antichi di Serena Falco e Michelina a Vallesaccarda, in provincia di Avellino.  Inoltre, il Service Award che premia il servizio di sala con Federica Gatto di Cetaria a Baronissi, Salerno. 

Una guida rossa che fa piovere astri soprattutto al Sud e accende di successo anche l’Umbria: tre nuove stelle e una stella verde nella regione senza mare ma con tanto buon cibo d’alto livello. Delusione invece in Piemonte: se da un lato si registra il successo de La Rei Natura (Relais Boscareto a Serralunga d'Alba) che passa da zero a due stelle, dall'altro la regione in tutto ne perde cinque. 

Se si parla di regioni, quella con le novità stellate più importanti è la Campania, con 1 tre Stelle, 2 due Stelle e 3 una Stella , 6 ristoranti in totale. Brilla per dinamismo la Lombardia con 7 novità (2 due Stelle, 5 una Stella), mentre al terzo posto troviamo la Toscana con 4 novità una Stella.

Nella classifica regionale, dunque, la Lombardia mantiene la leadership con 60 ristoranti (3 tre Stelle, 6 due Stelle, 51 una Stella), la Campania si conferma al secondo posto con 51 ristoranti, (1 tre Stelle, 8 due Stelle, 42 una Stella), mentre sul terzo gradino del podio troviamo la Toscana con 41 ristoranti (1 tre Stelle,5 due Stelle,35 una Stella). Scivola in quarta posizione il Piemonte con 40 ristoranti (2 tre Stelle,4 due Stelle,34 una Stella), mentre conferma il quinto posto il Veneto con 32 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 4 due Stelle, 27 una Stella).

Resterà negli annali delle presentazioni questa “stars revelation” per il clima di positività e entusiasmo: ora l’Italia ha 395 ristoranti stellati, di cui 13 nell’olimpo del cibo, anche se, come ha tenuto a sottolineare il responsabile della comunicazione di Michelin Italia Marco Do, non vogliono essere una “guida gastronomica ma una guida per i viaggiatori, per rendere più bello e piacevole il viaggio con i consigli sui posti sicuri dove vivere una grande esperienza”.