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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Maria Bellomo si dimette dalla carica di consigliera comunale: «Sono delusa da Canfora e dal PD» e sulla questione Ospedale incalza il sindaco «Non sarò complice di quest’ennesimo sfregio alla città di Sarno». Maria Bellomo lascia l’assise comunale e sbatte la porta. L’ex capogruppo consiliare del Partito democratico - da circa un anno afferente al movimento civico di “Sarno democratica”- ha deciso di presentare le proprie dimissioni durante il consiglio comunale tenutosi l'altra sera Palazzo San Francesco. La Bellomo si è mostrata un fiume in piena durante il suo intervento in assise.  

«Egregio Sindaco oggi sono qui a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale di questa maggioranza. L’entusiasmo che mi ha portato ad accertare il delicato compito conferitomi, è andato spegnendosi nel corso di questo secondo mandato. Ho sempre agito sostenendo con lealtà questa maggioranza come per la prima consiliatura mettendo a disposizione la mia energia, la mia caparbietà, la mia esperienza di vita e lavorativa e, il mio senso critico che evidentemente è stato frainteso come una volontà di contrapposizione politica o, come qualcuno, semplicisticamente, l’ha definita protesta fino a se stessa. Beh non è proprio così, mi permetta di dire, sindaco, non ha mai saputo trasmettere a chi ci guardava dall’esterno, un valore fondamentale, quello dell’ umiltà, soprattutto in questa seconda consiliatura non ha saputo ripetere quella esperienza di partecipazione e di inclusione di tutti i consiglieri. Hanno prevalso la logica dei consensi e dell’attitudine a prevaricare. Qualcuno invece l’ha messa di fronte agli aut-aut. Ho lasciato la carica di capogruppo del PD, ma Lei sa bene le vere ragioni, anzi mi disse che non sono capace di fare politica, inizialmente mi offesi. Oggi le dico che lei aveva ragione".

Ancora: "Per me fare politica significa lealtà, sincerità e onestà intellettuale, capisaldi necessari affinchè una squadra possa essere coesa e omogenea. Per questo concordo con lei: Se questa non è la sua idea di politica, allora sono consapevole e contenta di non saper fare politica. Credo però che una precisazione politica sia doverosa: Non permetto a nessuno, men che meno a lei, di accusarmi di cambi di bandiera o di posizioni ideologiche: la mia storia è quella di una donna orgogliosamente di sinistra che in quest’ultimi anni ha avuto il coraggio di esprimere il proprio dissenso al di là del colore politico o degli ordini di scuderia. Ho sempre combattuto per le disuguaglianze, per il diritto allo studio per i meno abbienti, per la garanzia delle donne indifese, a proposito sono ancora in attesa di sapere se la casa rifugio per le donne vittime di violenza diventerà operativa prima o poi. Sono stata sempre dalla parte degli ultimi, con chi soffre e con i più deboli. La mia idea di sinistra è lontana anni luce da quella di certe persone di destra che oggi siedono a suo fianco. Sono stata anche accusata di essere poco presente nella vita amministrativa ma qualcuno forse dimentica che sono un’operatrice sanitaria e vi posso assicurare che sono stati due anni d’inferno, non so neanche come abbia fatto ad uscirne sana di mente. E mentre alcuni consiglieri qui si agitavano per qualche carica assessoriale o per avere una certa visibilità, io combattevo, ovviamente, insieme a tutti gli altri operatori, la guerra contro il Covid e contro tutte le storture e le lacune del sistema e della gestione sanitaria che il Covid faceva emergere giorno per giorno, poi ci siamo ammalati, del Covid originario, quello di cui non esisteva ancora il vaccino, quello che sterminava, e se ricordate bene, un anno fa chiesi la convocazione di una riunione urgente di maggioranza, dove lanciavo il mio grido di aiuto per una situazione già fortemente instabile, per carenza di personale. Fui denigrata, minimizzata, sottovalutata e nessuno di questa maggioranza ha avvertito rispetto e considerazione del fatto che vi parlava una persona che conosceva bene dall’interno la reale situazione che si viveva. E lei, sindaco, non mi ha neanche difeso, e avrebbe dovuto farlo, quando il consigliere Robustelli, delegato alla sanità, peraltro infermiere addetto agli uffici, accusò me e le colleghe che, per negligenza nostra ci eravamo contagiate. Le ricordo che lui insieme a tutto l’apparato della Direzione Sanitaria si erano trincerati nelle loro stanze, sapendo bene che non avevamo dispositivi sufficienti per proteggerci. Ebbene in tutto quest’ultimo anno è continuato lo stillicidio dei medici ma il sindaco continuava a negare. Per quanto attiene la questione ospedale, sono fermamente convinta che i sarnesi sono cittadini con pari diritti e pari dignità rispetto agli altri. La programmazione sanitaria deve tenere conto dei bisogni dei cittadini di ogni territorio, e Sarno conta oltre 31.000 abitanti più l’utenza proveniente dall’area agrese e quella vesuviana e non ultimo, non dimentichiamolo mai, che questo ospedale è risorto sulle ceneri di tanti nostri concittadini. Non sopporto le diseguaglianze e le ingiustizie, e a questo credo, sia condannata la nostra comunità".

Infine: "Non so se basteranno le petizioni del comitato “Insieme per la salute”, non so se basteranno le manifestazioni popolari o gli incontri istituzionali, che gia peraltro sono avvenute, finora senza alcun risultato, ma il comitato chiedeva delle dimissioni simboliche di tutto il consiglio comunale, accettando qualsiasi sacrificio da parte di ognuno di noi, perchè non possiamo stare in silenzio di fronte a ciò che ritengo ingiusto, a ciò che colpisci i più deboli, a ciò che non tiene conto della realtà del nostro territorio, a ciò che comprime i diritti garantiti dalla Costituzione. Ognuno di noi è qui in rappresentanza delle migliaia di cittadini che hanno avuto fiducia in noi e che in virtù della carica che ricopriamo abbiamo il dovere di salvaguardare sia nei loro diritti sia nei loro bisogni. Trovo molto grave che il sindaco e i miei colleghi di maggioranza non abbiano sentito l’orgoglio di appartenenza verso la propria comunità in un momento delicato come la lotta per la sopravvivenza dell’Ospedale. Colleghi, ho visto alcuni di voi chiedere in sommessa sudditanza al sindaco se fossero autorizzati a partecipare alla prima manifestazione che fu fatta. Il sindaco, a sua volta, per sudditanza verso il governatore della Regione Campania, fino a poche settimane fa negava l’esistenza di criticità a carico dell’ospedale. Oggi invece ammette che la situazione è grave, ma che non dipende dalla Regione. Sindaco, se lei è a conoscenza di un progetto regionale nel quale l’ospedale di Sarno verrebbe relegato o meglio convertito in luogo di lungodegenza con qualche ambulatorio specialistico, abbia il coraggio di dirci la verità e smettiamola con questa pantomima. Se così fosse, lei sta piegando la testa di fronte a De Luca e girando le spalle ai suoi cittadini. Non sarò mai sua complice di questo ennesimo sfregio alla città di Sarno e alla nostra comunità. Per tutte queste ragioni le ribadisco e confermo le mie dimissioni».