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Ultimo aggiornamento il 26/02/2021

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Non voleva essere un'eroina, ma solo una giornalista e ha pagato con la vita il suo impegno. Oggi siamo a una svolta nelle indagini per l'omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia.

 

Sperava di ottenere la grazia confessando e collaborando con la giustizia. Invece, per ora, Vince Muscat è stato condannato a 15 anni di carcere. Si è dichiarato colpevole dell’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia fatta saltare in aria con una bomba piazzata sotto la macchina parcheggiata fuori casa il 16 ottobre del 2017. I tre sicari hanno attivato l’ordigno con un semplice sms “Rel1 = on” e dopo trenta secondi il tritolo ha fatto il resto. Una volta sentito il boato dell’esplosione, i figli di Daphne Caruana Galizia avevano già capito di cosa si trattasse. La loro madre da anni veniva attaccata da personaggi politici, avvocati e noti imprenditori del...

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Foto di Luigi Pepe

«Ehi bello!» La ragazza ammicca e lancia il suo richiamo. Ha la pelle nera che si mischia alla notte. La strada statale diciotto è bene illuminata. Siamo a Nocera Superiore, in direzione Napoli, in discesa verso Nocera Inferiore. Sulla sinistra le nigeriane offrono amore e provano a catturare l’attenzione degli automobilisti. Venti o trenta euro bastano per una prestazione-base. Solitamente sono in tre: aspettano l’avventore, salgono a bordo e via verso l’area interna dietro i complessi di fabbrica, risalendo nell’area pedimontana, oppure di fronte, oltre il fiume, tra spianate e parcheggi. Sono i luoghi-alcova, abbastanza tranquilli per consumare il sesso di strada. Le ragazze in questa zona sono le stesse da un bel po’. D’estate si sparpagliano, occupando una panchina e i marciapiedi, incrociando il flusso di trasportatori e lavoratori stagionali per la campagna del pomodoro. D’inverno, per fronteggiare il clima, si stringono ad un bidone che fa caldo. Ma la musica non cambia. «Ciaoo» gridano. E poi fischiano, si sbracciano il giusto cercando una risposta. Fa parte del gioco.

Il gioco, in questa zona, costa diverse decine di migliaia di euro. Cinquantamila, in particolare, servono per il riscatto di una prostituta africana. Dalla Nigeria al bivio di Camerelle, servono a ripagare il prezzo per esercitare il meretricio, e al tempo stesso “liberarsi”di fatto dalla schiavitù legata al viaggio, all’arrivo in Italia e alla possibilità di vendere il proprio corpo, come fosse un mutuo. Lo ha spiegato una delle ragazze in un interrogatorio dopo essere stata arrestata. «Ho pagato 50mila euro alla Mammana- ha raccontato- e volevano altri soldi». La “Mammana”, nella cultura napoletana sorta di "levatrice", in questo caso è una sorta ...

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Una lettera scritta dal padre

Le famiglie Sma in Campania sono invisibili, altro che rare. Nessuno sembra interessarsi dei malati di atrofia muscolare spinale, meglio conosciuta come Sma, e delle loro famiglie. L'atrofia muscolare spinale è una malattia delle cellule nervose delle corna anteriori del midollo spinale. La Sma limita o impedisce attività quali andare carponi, gattonare, camminare, deglutire, controllare il collo e la testa. Il quadro clinico è molto simile alla più famosa Sla, ma la Sma colpisce in età pediatrica ed è la prima causa di morte in Italia per bambini al di sotto dei 2 anni, con una media di 2 decessi al mese. Una persona su 40 è portatrice sana di Sma. Un bambino su 6 mila nati vivi è affetto dalla malattia. In Italia ci sarebbero tra i 1500 e i 2000 tra adulti e bambini malati di Sma. In quasi tutti i casi l'atrofia muscolare spinale provoca l'invalidità completa. Nei casi più gravi è m...

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Arresti durante uno sbarco al porto di Salerno

Così come quella di Napoli, anche la Provincia di Salerno - seppur in forma differente - ha dovuto fare i conti con tracce, elementi e profili di soggetti sospettati di essere vicini o di agire per conto di organizzazioni terroristiche. Fare una mappa è complicato come comporre una casistica che spieghi la presenza nel comprensorio di persone impegnate a muoversi per conto dello Stato Islamico o Daesh (la più nota tra le organizzazioni di natura fondamentalista). Premesso che l'Italia non è fuori dal mirino di potenziali attacchi, si può certamente affermare, sulla base dell'esistenza di diverse indagini, che anche la nostra provincia funga da terra di passaggio per queste organizzazioni. La chiave di lettura è rappresentata dai flussi migratori dal Medio Oriente, in particolare dalla vicina Libia. L’ex regno di Gheddafi registra ancora la presenza forte dello Stato Islamico, seppur rispetto al passato la presenza delle bandiere nere sia stata spezzata dalle bombe americane e dall'azione congiunta di eserciti e tribù locali. Nell'agosto 2016 il ministro della giustizia Andrea Orlando svela in un'audizione al Parlamento l'esistenza di una maxi indagine con l'ipotesi che uomini vicini allo Stato Islamico svolgano ruoli di controllo e indirizzo nella gestione dei flussi migratori verso l'Italia. Quegli "uomini" sono gli scafisti, abilmente mimetizzati tra gli stessi migranti, dirigendo e coordinando il viaggio di centinaia di profughi verso altre terre. Chi scappa dalla guerra è obbligato ad affrontare un mix fatto di violenza e richieste spropositate di denaro, pur di raggiungere la propria destinazione. Che potenziali attentatori si nascondano tra i migranti è cosa nota, mentre sono solo alcuni i casi di chi sfrutta le rotte di viaggio per l'Europa (...

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Foto di Luigi Pepe

Fra qualche giorno, esattamente il sette di marzo, la Corte di Cassazione dovrà decidere se mandare in galera l'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, suo fratello Nello, e due esponenti del clan Ridosso. La richiesta arriva dalla Dda di Salerno che contesta all'esponente di Forza Italia rapporti consolidati con la camorra. In punto di diritto c'è poco da dire: i reati contestati prevedono la misura afflittiva massima della detenzione in carcere.

Personalmente credo che arrestare l'ex sindaco non abbia  molto senso. Il Comune è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, non vedo questo pericolo di fuga né, tantomeno, la possibilità di inquinare le prove. Allora provo a dire una cosa: diamo la possibilità ad Aliberti, che ha sempre respinto tutte le accuse, di difendersi nell'aula di tribunale da uomo libero. Non credo che metterlo dietro alle sbarre camb...

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La camorra a Salerno non esiste più. Lo dicono le sentenze, che restano a guardare, a distanza di tempo, lo sviluppo di indagini sovente non all’altezza del quadro giuridico che regola l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Le Procure avanzano a colpi di misure cautelari, ma i tribunali non confermano le ipotesi, lasciando in sospeso le ricostruzioni su organigrammi, strutture e potenza criminale ipotizzate dagli uffici distrettuali. L’iter si complica nel caso in cui siano coinvolti dei politici, usciti dai processi più o meno forti di prima. Ma quasi sempre esclusi da responsabilità, rispetto alle accuse di voto di scambio, in particolare, o alle aggravanti mafiose. All’interno di un panorama desolante, dal punto di vista della collaborazione dei cittadini, delle possibilità di lavoro, della presenza della politica e dello stato, resiste il sistema malavito...

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Questa storia comincia con l’immagine di una donna sola, con una valigia pronta a lato. La signora ha quarant’anni, è affetta da problemi psichici ed è accusata di sfruttamento sessuale della figlia tredicenne. E’ stata arrestata a novembre 2016 e da allora si chiede perché è chiusa lì dentro, perché nessuno va a trovarla, perché l’hanno abbandonata.  Tra lei e il mondo c’è solo il suo legale. E’  la sola persona che  garantisce i diritti di una vicenda scabrosa, già sepolta insieme ai suoi protagonisti da una comunità intera.

Melissa Maiorino, legale di fiducia della madre sotto accusa, ha più o meno la stessa età della sua assistita e lavora per assicurarle la difesa, quella che per legge spetta a qualunque imputato, in vista di un giusto processo. Il tutto a fronte di un’accusa pesantissima che ha già previsto...

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