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Ultimo aggiornamento il 26/02/2021

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Non voleva essere un'eroina, ma solo una giornalista e ha pagato con la vita il suo impegno. Oggi siamo a una svolta nelle indagini per l'omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia.

 

Sperava di ottenere la grazia confessando e collaborando con la giustizia. Invece, per ora, Vince Muscat è stato condannato a 15 anni di carcere. Si è dichiarato colpevole dell’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia fatta saltare in aria con una bomba piazzata sotto la macchina parcheggiata fuori casa il 16 ottobre del 2017. I tre sicari hanno attivato l’ordigno con un semplice sms “Rel1 = on” e dopo trenta secondi il tritolo ha fatto il resto. Una volta sentito il boato dell’esplosione, i figli di Daphne Caruana Galizia avevano già capito di cosa si trattasse. La loro madre da anni veniva attaccata da personaggi politici, avvocati e noti imprenditori del...

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Vincenzo De Luca

Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è tornato qualche giorno fa a parlare nel suo liceo, il "Tasso" di Salerno. Siccome il Nostro possiede il dono della onniscienza, si è soffermato su due temi: la droga e il '68. Roba leggera, argomenti da bar dello sport. Ma si sa, il Nostro ha sempre da spiegarci qualcosa, può sempre illuminare noi poveri mortali.

Sul '68 è stato lapidario: solo una grande cazzata e nulla più. Fortunatamente ci ha risparmiato la solita citazione di Pasolini sui figli del proletariato. Poi, ma si sa che le cattedre giocano brutti scherzi, è passato alle canne.

Ha detto che chi non pensa con la propria testa merita di morire. Subito dopo ha ricordato ai giovani (De Luca ha fatto tanto per loro. Pensate a come ha sistemato i suoi due figlioli) che se nove ragazzi su dieci si fanno un canna l'unico intelligente è quello che non fuma. Ci sarebbe solo da ridere ma il Nostro è pericoloso. Siamo passati dai calci in bocca agli immigrati ai drogati da sterminare, senza dimenticare le puttane da spedire in galera.

Insomma, un sincero leghista che per il consenso non esita a speculare sulle paure della povera gente. Ma, d'altronde, se questo signore da anni si autointervista e noi giornalisti continuiamo ad assecondarlo non poteva che accadere questo. A volte mi pongo un interrogativo: ma vuoi vedere che prima di sparare queste stronzate è proprio il Nostro a farsi qualche canna? Scherzo, naturalmente.

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Monsignor Giudice

Quando il vescovo Giuseppe Giudice arrivò nell'Agro dal Vallo di Diano c'erano curiosità e scetticismo. In pochi lo conoscevano e il timore di trovarsi di fronte a un religioso che ripetesse l'esperienza soporifera del suo predecessore, monsignor Illiano, era forte. E i primi passi del prelato sembravano confermare questa ipotesi. Poi c'è stata la svolta, forte.

All'inizio fu quella che qualcuno ha definito la "rivoluzione" dei parroci. Iniziarono i trasferimenti di preti che avevano gestito per decenni le parrocchie come se fossero roba loro. Seppe anche rintuzzare le solite proteste di fedeli, spesso manovrati ad arte da chi con il sacro ha ben poco a che spartire. Poteva restare un fatto isolato, ma non è stato così. Ha ricordato che non si possono dimenticare le vittime del terremoto. Ha spiegato come le prime vere lezioni di civiltà arrivano dalla scuola. Si è schierato, ...

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Pubblichiamo integralmente il documento dell'assemblea dei redattori de "la Città".

Il testo: "L'assemblea di redazione del quotidiano “la Città” ha proclamato a partire da oggi, martedì 2 maggio c.a, i primi tre giorni del pacchetto di una settimana di sciopero affidato al Comitato di redazione, non avendo ricevuto sufficienti garanzie dall'azienda a cui aveva sollecitato un incontro urgente dopo una serie di comunicazioni equivoche, contraddittorie e allarmanti, filtrate sulla gestione degli accessi al sistema editoriale dall'esterno della redazione e sui diritti acquisiti dai redattori al momento della cessione del ramo d'azienda da parte del Gruppo Editoriale l'Espresso Spa alla Edizioni Salernitane Srl.

Nel corso dell'incontro con l'azienda, avvenuto oggi alla presenza anche del direttore responsabile, è stata confermata da parte della società la verifica della percorribilità tecnica per la procedura di accesso dall'esterno al sistema editoriale. La redazione - con grande sorpresa e in violazione delle norme che regolano le comunicazioni sindacali - ha poi appreso che la proprietà della Edizioni Salernitane Srl sarebbe in capo ad un unico socio di fatto, che ne ha rivendicato la piena, totale e completa titolarità. Nonostante sia cessata dallo scorso 30 aprile la fornitura delle pagine e dei servizi nazionali da parte del Gruppo Editoriale l'Espresso, dopo che è già venuto meno il supporto delle agenzie di stampa e fotografiche Ansa, LaPresse, Italpress e 9 Colonne, la redazione non è stata ancora messa nelle condizioni di poter lavorare al confezionamento del prodotto giornalistico nella sua interezza. L'assemblea, comunque, ha ribadito la sua disponibilità a riconsiderare gli accordi economici aziendali già esistenti sul lavoro domenicale ed è ...

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Una notte che c’era la festa della Madonna qualcuno mi raccontò di aver visto Franco Tiano. Era un forestiero, vestito di stracci, con l’aspetto di un povero o uno zingaro. Uno dei tanti che passano a trovare la Madonna e a vedere la festa a Pagani. Era in un cerchio di persone appena conosciute, teneva stretta in bocca una sigaretta e sorseggiava vino dal bicchiere di plastica. «E’ molto speciale Franco», mi disse. «Si è presentato, mi ha abbracciato. Mi ha portato a casa sua, ci stava gente da ogni parte. Abbiamo percorso un vicolo buio e siamo arrivati in una stanza vuota. Mi ha fatto sedere e mi ha raccomandato di tornare a trovarlo. E di mandargli dei regali, piccoli, ma sotto forma di pensieri. Che il ricordo e le preghiere per la madonna sono la stessa cosa». A quel punto gli ho domandato quand’era successo questo fatto. E lui mi ha risposto che lo aveva appen...

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Tonino Esposito Ferraioli

«Hanno sparato a Tonino». Sono le undici e mezza della notte del trenta agosto 1978. La gente si accalca intorno al corpo di un ragazzo lungo Via Zito, nel quartiere Palazzine. Si chiama Antonio Esposito Ferraioli, fa il cuoco alla Fatme, fabbrica che dà lavoro a mezza Pagani. Gli hanno sparato sotto casa della ragazza, con un solo colpo di fucile a canne mozze. «Non aveva visto chi aveva sparato- racconta il fratello Mario- Disse soltanto che gli mancava l’aria. Furono le sue ultime parole». Tonino morì a ventisette anni. Aveva studiato all’alberghiero a Salerno per fare il cuoco. Nella fabbrica dove lavorava, la Fatme, c’era una cucina per gli operai, con una mensa per oltre seicento persone. Un giorno rifiutò di cucinare carne avariata. Poi si battè per i salari degli operai, nelle vesti di sindacalista. Infine, fu minacciato. Tutto questo si seppe soltanto molto ...

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Quattro anni e passa di indagini per un saccheggio infinito, ancora lontano da un punto fermo giudiziario, con le prime sentenze arrivate solo dai riti alternativi, in attesa di processi che attenderanno tempi lunghi, probabilmente biblici per le pronunce definitive. Intanto, l’ente previdenziale, l’Inps, è stato sottoposto “al di là di ogni ragionevole dubbio” ad un’operazione illecita costante, continua e organizzata, per numeri da capogiro divenuti una voragine.

 

La maxi inchiesta Mastro Lindo nasce nel 2012  con le prime perquisizioni a Pagani nei riguardi di studi commerciali, di consulenza del lavoro e patronati, per una truffa complessiva calcolata per difetto in più di 50 milioni di euro. La prima fase puntò alle sedi delle imprese di pulizia del salernitano, da cui il nome “Mastro lindo”, con "imprenditori...

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