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Ultimo aggiornamento il 13/12/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Adelina Tirelli

Ammettiamolo con franchezza. Nonostante i progressi degli ultimi anni il calcio resta un mondo fondamentalmente maschile. Eppure le ultra tifose, le pasionarie, esistono. E noi abbiamo deciso di dare voce a una donna sfegatata, piena di cuore, Adelina Tirelli. Come dire, una vita per l'Inter.

 

 

 

Questa volta voglio dire la mia. Seguo l'Inter da ragazza. A casa mia mangiavamo pane e Mazzola, Facchetti, Suarez. Dominavano i nerazzurri in Italia, in Europa e anche nel mondo. H.H. era il mago per eccellenza e Angelo Moratti il "presidente". Quanti campioni hanno indossato la nostra maglia. Quanti ricordi belli e brutti, ma ciò appartiene al passato. Veniamo a oggi. Dieci anni di dominio juventino hanno procurato dispiaceri e delusioni. L'addio di Massimo Moratti sembrava essere la resa definitiva allo strapotere bianconero. Ma già lo scorso anno la nuova...

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La morte di Giovanni Liguori mi ha portato indietro nel tempo. Agli inizi degli anni Novanta l'Agro era insanguinato da una terribile guerra di camorra. Collaboravo con il "Roma" e seguivo gli omicidi insieme a Maurizio D'Elia. Ero, come dire, di supporto. Giovanni era il fotografo del "Mattino" e un altro grande che non c'è più, Michele Adinolfi, lavorava con noi. Hanno immortalato con scatti indimenticabili quella violenza cieca, quelle morti che si susseguivano a un ritmo quasi quotidiano. Eravamo concorrenti, certo, ma c'era tra di noi una stima massima. Nessuno avrebbe mai barato. I patti si rispettavano.
Ognuno di noi ha raccontato, con articoli e foto, quella storia. Era ancora un mestiere, le notizie te le dovevi faticare sul campo, non si era ancora persa quella dimensione artigiana che mi ha avvicinato e poi fatto amare questo lavoro. Sono passati oltre vent'anni. Alcuni non ci sono più, altri, sicuramente più fortunati, siedono dietro qualche scrivania e spesso hanno compiti di gestione. Si passa da un sito all'altro, con gli occhi puntati su facebook e twitter, spesso si deve aggiornare una pagina web. Ma io rimpiango il telefono a gettoni, la macchina da scrivere e i pezzi dettati alla meno peggio. Prima era passione, oggi è solo un lavoro.

Carlo Meoli

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Rispondo solo ora, per motivi di tempo, alle riflessioni di Anna Tortora sul pagina facebook di "saleincorpo". Con Anna ho avuto il piacere di condividere, anche se per un periodo limitato di tempo, alcune esperienze associazionistiche. Non sempre siamo stati d'accordo, ma la stima resta immutata e reciproca. Vivere nell'Agro è difficile. Ogni giorno accade qualcosa che incrina quel briciolo di speranza che tenti di difendere a tutti i costi. Quando non ce la fai più vorresti scappare ma spesso non puoi.
Allora succede che ti chiudi, rinunci. La famiglia, nel caso di Anna splendida, diventa l'unico riferimento. Eppure io credo che bisogna reagire. Penso che esista un margine, uno spazio. Francamente ho sempre ritenuto che prendersela con chi ci governa sia infantile. Ma costruire un'alternativa significa lavorare per strada, sottrarre tempo anche ad affetti personali, fare sacrif...

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Quando ho creato questo blog, che resta un cantiere aperto naturalmente, una cosa mi è stata subito chiara: qui non si fanno sconti, soprattutto quando si parla di giornalisti, categoria alla quale appartengo. Mio padre è un manager della sanità privata. Io, ovviamente, non mi sono mai occupato di questo tema. Il motivo? Semplice, ci sarebbe stato un evidente conflitto di interessi, senza contare il fatto che potrei venire a conoscenza di notizie attraverso un canale familiare. Riferirle sarebbe quantomeno di cattivo gusto.
Ora capisco che bisogna campare e c'è la crisi, ma certe cose vanno dette. Negli ultimi anni abbiamo dovuto assistere a una pericolosa escalation. Parenti, a vario titolo, di esponenti delle forze dell'ordine che spesso scrivono pezzi sulle attività dei congiunti. Ex addetti stampa di squadre di calcio che, dalla mattina alla sera, incominciano a seguire la medesima squadra come cronisti. Denunce che partono da studi legali e arrivano, non si sa come, sempre sulla scrivania dello stesso funzionario di polizia giudiziaria in tribunale. In alcune televisioni private il giornalista spesso è anche procacciatore di pubblicità. Non si capisce, poi, perché, su alcuni organi di informazione si parla sempre delle stesse sagre ignorando le altre. Insomma, un troiaio.
Non voglio arrivare a discorsi limite, tipo quelli di un certo giornalismo anglosassone in base al quale chi fa il mio mestiere non dovrebbe avere in tasca nemmeno la tessera della protezione animali. Ma quando si lavora in un certo modo si perde credibilità. E per un giornalista l'essere al di sopra di ogni sospetto è tutto.

Carlo Meoli

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Paolo Mandiello, "Paoluccio a' rosanera", non è morto come, invece, annunciato da alcuni paganesi su Facebook. Mercoledì sera ha cominciato a circolare velocemente la notizia della morte di "Paoluccio", ultima icona della Madonna delle Galline. Mandiello, invece, è vivo e vegeto.
Non è la prima volta che viene annunciata in rete la morte di un personaggio conosciuto. Probabilmente serve a macinare like e visite, e non ci si rende conto del danno che si provoca. Facebook è invaso da commenti di cordoglio, video commemorativi, celebrativi e di saluti.  Solo qualcuno ha provato a chiedere se fosse vero.
C'è voluto un nipote di Paolo per smentire con una telefonata: "Vi prego di correggere tutto. Paolo non è morto, ho parlato con lui  e, scherzando, mi ha detto che resusciterà per andare a riscuotere la pensione". Paolo sta bene, ha solo qualche problema di salute, ma è vivo anc...

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Il senatore del M5S Andrea Cioffi ha diffuso una nota: "Da nove mesi assistiamo con stupore ai comportamenti del Sindaco De Luca, in evidente violazione di legge e smisurato conflitto di interessi. Assistiamo anche alla situazione di illegittimità del consiglio comunale, che segue inerte le sorti del primo cittadino, senza esprimere il proprio doveroso parere quale organo rappresentativo della cittadinanza.
Questo ricorso al Tar Lazio, così come il tentativo di appellare la sentenza della decadenza pronunciata dal Tribunale, beneficiando di una sospensione ex lege, è solo un ulteriore tentativo di tranquillizzare i consiglieri, è solo un anestetico per il consiglio comunale.
E’ dallo scorso mese di settembre che aspettiamo una decisione del consiglio in merito, che invece non arriva, tra rimandi, rinvii e scuse varie. Se nella prossima seduta, i consiglieri non delibereranno...

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Un partito inesistente nell'Agro, un partito senza prospettiva per questo territorio ma anche orfano di un organo di direzione politica e di una classe dirigente che riesca ad imporsi ai "salernitani". I democratici dell'Agro sono dispersi e quei pochi che rivestono un ruolo di governo sono assoggettati ai vari De Luca e Vaccaro.Un partito, nell'Agro, che non si presenta neppure spaccato in due, con divisioni fortemente marcate perché in questi anni non ha avuto neppure la forza di fare rete tra le varie realtà che compongono l'area più grande della provincia.
Sul territorio i leader non ci sono da tempo, con gli elettori hanno perso ogni forma di contatto facendosi vedere solo quando ci sono le elezioni e le primarie di partito. Il centrosinistra non si è mai fatto avanti in questi anni in maniera decisa per ripristinare contatti con il territorio. In sintesi il Pd e il centrosi...

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