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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Armando Cesaro

Il padre ha annunciato un passo indietro, sazio delle 8 legislature di fedele militanza berlusconiana. Il figlio invece è fuori dal giro da qualche anno e le elezioni del 25 settembre sembrano proprio l’occasione giusta per rientrare. Trattasi della dinastia dei Cesaro: Luigi – più noto come Giggino ’a purpetta – ha promesso che non si ricandiderà in Parlamento; l’erede Armando, ex capogruppo di Forza Italia in Regione Campania, è dunque corteggiatissimo ché ai voti suoi (tanti, record assoluto di preferenze nel centrodestra nel 2015, quando furono 28 mila) potrebbe aggregare la dote del padre, per anni dominus di Sant’Antimo e della provincia di Napoli tutta.

Ecco allora perché tra i tanti che stanno avvicinando Armando per convincerlo a candidarsi ci sono anche gli emissari di Italia Viva. Per Matteo Renzi, che probabilmente correrà da solo alle Politiche, le speranze di ent...

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Sono un cuoco e, ancora oggi stento a crederci, ma l’anno scorso ho fatto un turno da venti ore. Venti ore senza pausa e senza mangiare, in un hotel di lusso in una delle località più rinomate e visitate della Campania”: questa storia l’ha raccolta un’associazione che riunisce i lavoratori stagionali del turismo e si chiama “Oltre la Piazza”. Stona un po’con l’allarme lanciato in questi giorni da albergatori e ristoratori che dicono di non trovare lavoratori. L’associazione ha fatto una cosa semplice: ha chiesto ai suoi iscritti di raccontare le loro esperienze. La mail è esplosa: in poco tempo sono arrivate centinaia di testimonianze, così come al Fatto Quotidiano, tra commenti sui social e lettere che riguardano un metodo di lavoro strutturale, attivo 365 giorni all’anno, che con la pandemia è peggiorato. “Sono sconcertato per queste diffamazioni diffuse dai media e dai proprietari di alberghi e ristoranti”, dice il cuoco, che sottolinea come spesso finanche l’orario di lavoro sia una categoria dello spirito. “Se un gruppo di clienti vuole sedersi a Mezzanotte – sostiene un cameriere con dieci anni di esperienza – sono pochi i titolari che rifiutano di riaprire la cucina. E noi siamo costretti a rimetterci all’opera. Piccolo dettaglio: senza straordinari.”

Part time è come si scrive ma si legge “più che tempo pieno”

In base ai racconti, il metodo consolidato per aggirare le regole è una sorta di lavoro grigio: “sul contratto è scritto ‘part time’ ma le ore effettive sono ben oltre quelle di un tempo pieno – spiega un lavoratore – . I più fortunati prendono un’integrazione della paga fuori busta, in contanti”. Altri invece devono addirittura accontentarsi di lavorare il triplo per mezzo stipendio. Vale sia nei periodi di bassa stagione, quando il gro...

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Due storie tragiche, lontane 47 anni l’una dall’altra, ma incredibilmente simili. In mezzo le storie di altre morti terribili, di altri abusi, ma anche la più grande riforma della psichiatria con la legge Basaglia che ha abolito i manicomi. La prima puntata dell‘inchiesta di Spotlight, il programma di Rainews24 in onda venerdì 4 giugno alle 21.30, parte da queste storie per cercare di fare il punto sulla contenzione, pratica controversa che nessuno considera terapeutica.

1974, Antonia Bernardini muore bruciata nel letto di contenzione dove è legata da 43 giorni. È lei stessa ad appiccare le fiamme per protesta. 2019, Elena Casetto muore bruciata nel letto dove è stata appena legata. Anche in questo caso è lei stessa ad appiccare l'incendio.

Due storie tragiche, lontane 47 anni l'una dall'altra, ma incredibilmente simili. In mezzo le storie di altre morti terribili, di ...

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Giovanni Brusca si ritrova a casa con Gioacchino La Barbera, Mimmo Ganci e Salvatore Cancemi. I mafiosi non sanno ancora se il giudice è vivo o morto. Quando arriva la notizia Brusca ricorda: «Cancemi si alza dalla sedia e va verso il televisore e comincia a sputare. Cornuto, finalmente, meno male, di qua, di là, si alza mette mani in tasca... c’era un ragazzo, un certo Giovanni, Giovanni u siccu... esce i soldi dalla tasca e gli dice: vai a comprare una bottiglia di Champagne...».

[…] Al momento della telefonata, che era arrivata da Palermo, sia sul cellulare di La Barbera che su quello di Ferrante, si trovavano nel villino TROIA, GIOE’ e LA BARBERA, che dopo la telefonata erano andati via subito, perchè dovevano accompagnare La Barbera alla sua macchina, per poi andare ad azionare la ricevente. Brusca aveva appreso che o Gioè o La Barbera ne avevano verificato il funzionamento. Lui, insieme a Biondino e Battaglia, si era invece avviato alla postazione, dove poi era stato raggiunto da Gioè ed erano passati prima dal casolare dove era stata nascosta da Battaglia la trasmittente.

 

Ferrante invece si era avviato verso l’aeroporto: «Dunque, per come già ho raccontato nelle disposizioni che già avevamo prestabilito, cioè il gruppo di PALERMO di GANCI, CANCEMI e GANCI DOMENICO, poi non so se c’erano altre persone per come poi ho saputo, che dovevano controllare PALERMO per verificare quando la macchina del corteo partiva per andare a PUNTA RAISI, e doveva chiamare sia al FERRANTE che a noi, a noi riguardava il telefonino di LA BARBERA, in modo che il FERRANTE si doveva mettere all’uscita dell’autostrada di CARINI in modo che quando vedeva passare le macchine per andare all’aeroporto potesse seguirle, in modo che arrivando all’aeroporto si fermasse...

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Rahmat Rezai

A piedi, a cavallo, su un gommone, aggrappato sotto un camion. Quando è arrivato la prima volta in Italia, nel 2007, a 14 anni, Rahmat aveva appena compiuto il suo personalissimo viaggio attraverso Afghanistan, Iran, Turchia e Grecia. Sbarcato a Bari, ha raggiunto con mezzi di fortuna la Campania, dove è diventato ospite di un centro di accoglienza a Piedimonte Matese, provincia di Caserta. “Quella è stata la mia lunga rotta verso la salvezza”, ricorda. Grazie ai suoi “angeli senza ali”, che lo hanno accolto, supportato e aiutato nello studio, Rahmat Rezai nel 2021 si è laureato in Ingegneria Meccanica all’Università Federico II di Napoli. Col massimo dei voti. “L’Italia ha avverato il mio sogno. Ora è il momento di ripagarla”.

“La mia vita è stata come tutti gli altri cittadini afghani, se non peggio”, ricorda Rahmat al fatto.it. Di etnia Hazara, minoranza rispetto ai Pashtun...

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La città di Pagani deve fare i conti con la propria storia. Sono partiti da questa convinzione i volontari di Libera quando hanno scelto di realizzare un murales di Marcello Torre a Pagani chiamando l'artista di fama internazionale Jorit.
Una decisione che è moto di orgoglio ma anche monito: come popolo di Pagani, come cittadini di queste terre abbiamo il dovere di non dimenticare. Abbiamo il dovere di guardare ogni giorno il volto di quel sindaco assassinato dalla camorra ormai 41 anni fa. 
Perché Torre è il simbolo migliore che Pagani può mettere in mostra. È il simbolo della sua storia tragica, degli anni bui delle guerre di camorra, della violenza e degli scandali. È il simbolo drammatico che rappresenta una frattura nella storia locale, che dopo quel delitto è stata costellata di altri episodi di sangue, scandali, inchieste sulla saldatura politico-mafiosa, anche in tem...

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L’Inail lo dice chiaramente: i dati sono provvisori e risentono molto della pandemia. Ma i numeri comunque restano. E non sono buoni: le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail tra gennaio e aprile sono state 306, ovvero 26 in più rispetto alle 280 registrate nel primo quadrimestre del 2020, quindi con un incremento del 9,3%. Il dato è in linea con quelle del primo quadrimestre 2019 (303 eventi mortali) quando però non si registravano rallentamenti dell’attività produttiva legati alle misure di contenimento della pandemia.

L’Istituto precisa come il confronto tra il 2020 e il 2021 richieda invece cautela “in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia”. Anche perché, continua l’Inail, le denunce di contagi Covid con esito mortale pr...

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